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Scritto da Museo del ciclismo
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Venerdì 07 Ottobre 2011 16:57 |
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Antimo una parola per definire l’infinito, la forza, il sacrificio. Con rammarico dopo che se ne andato, diamo il giusto riconoscimento ad un grande uomo, orgoglioso come i miei fratelli di esserne figlio. Ha lavorato nelle viscere della terra a – 500 metri dalla superficie per sfamare la sua grande famiglia (dieci figli), non so come riuscisse a trovare le forze per correre, la notte nei pozzi e di giorno in bicicletta….pazzesco. Ripercorrendo il tempo con il racconto di chi ha vissuto con lui queste avventure, sorprende la facilità con cui svolgeva il suo lavoro di minatore e il divertimento di essere ciclista come spesso lui ci ricordava. Questo racconto non viene dalle mie di parole ma da persone che lo hanno conosciuto, stimato e ammirato perché era “un onesto lavoratore e un atleta vincente”. La famiglia è sempre stata il fulcro della sua vita sacrificando le sue ambizioni sportive, a detta di molti enormi, la natura gli aveva regalato un fisico e un motore super ma non era quello il suo destino. Grazie papà perché ci hai donato questa grande passione per il ciclismo, nessuno di noi è riuscito a ripercorrere nemmeno in minima parte la tua carriera. Sei il nostro grande “Campione” i tuoi figli
Marcello Marinella Franco Antonio Paolo Patrizia Roberto Angela Stefano Emma
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Ultimo aggiornamento Sabato 22 Ottobre 2011 15:12 |