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TERRITORIO

Borgata di MARCEDDI’ Terralba (OR)

Marceddì

È un piccolo, ma molto suggestivo, villaggio di pescatori situato sull'omonima laguna all'estremità Sud del golfo di Oristano, delimitata da Torre Vecchia e Torre Nuova, due antiche torri spagnole del '600.

Il villaggio si affaccia su un'ampia laguna con vista sul promontorio di Capo Frasca e su Torre Vecchia; il breve lungo mare è uno sterrato a pochi metri dal mare, su cui vengono ricoverate le caratteristiche imbarcazioni per la pesca a fondo piatto tipiche delle lagune.

La laguna di Marceddì è caratterizata dalle zone degli stagni costituiti da acque salmastre, a Nord lo stagno di Corru s'ittiri mentre a Sud, all'interno di una profonda insenatura, il bacino di San Giovanni, di acqua dolce per l'affluenza del Rio Mannu e del Rio Mogoro, e quello di Marceddì, più esterno, di acqua salata.

Il villaggio di Marceddì anche non trovandosi all'interno degli ideali confini della Costa Verde, merita di essere segnalato in quanto è conosciuto per la pesca e per la qualità e la freschezza dei prodotti ittici, dai prelibati frutti di mare, arselle e arselle nere, e per l'abbondanza e varietà di pescato, muggini, mormore, spigole, orate, saraghi, triglie e murici.

La presenza degli stagni, acqua salata e acqua dolce, rive fangose e abbondanza di cibo, favoriscono la presenza di una grande varietà di specie di volatili, che nidificano in questa zona, come l'airone rosso, il pollo sultano, l'anatra tuffatrice, il falchetto di palude, il germano reale, lo svasso maggiore e lo svasso piccolo; la zona è protetta dalla convenzione di Ramsar sulle zone umide di interesse internazionale.

Prima di essere stata invasa dal mare era un'unica valle fluviale, oggi Marceddì è una delle lagune più pescose dell'Isola. Ha una superficie complessiva di 1600 ettari e la profondità varia notevolmente: nelle zone più interne si aggira sui 400 cm per arrivare anche ai 4 metri nella parte più esterna.
Nella valle di Marceddì sfociano vari fiumi di notevole portata: il rio di Mogoro, il Flumini Mannu, il rio Sitzerri e vi confluiscono le acque dei canali della modifica di Marceddì. L'insenatura è stata sbarrata artificialmente, diventando così laguna, è divisa in due diversi bacini adibiti a peschiere.
L'intero complesso della valle di Marceddì e dell'insenatura di Collu S'Ittiri è stato inserito nell'aprile '78, nella lista delle zone umide di importanza internazionale prevista dalla Convenzione di Ramsar. Tale sistema costiero ospita infatti numerose coppie nidificanti di pollo sultano e costituisce un punto di sosta per migliaia di anatre e folaghe.

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Terralba sorge tra due insenature degli stagni di Marceddì e San Giovanni. Nei suoi territori sono presenti numerose tracce d’insediamento nuragico, come i villaggi di Pomata e di Coddu su Fennugu, nella località di San Giovanni.
Il paese è rinomato per i suoi muggini, anguille e arselle, ma soprattutto per la coltivazione e produzione di vini DOC, quali il Monica di Sardegna, il bianco Nuragus e i rossi del Campidano di Terralba.

Il 21 agosto si festeggia la Vergine di Bonaria, con una processione che parte dalla città e arrivare sino al mare, su cui vengono lanciate corone di fiori.
Da visitare la cattedrale di San Pietro, patrono del paese, che custodisce il pulpito ligneo risalente al Diciassettesimo secolo, e una preziosissima croce argentea spagnola.
Si consiglia la visita, su prenotazione, del Museo Storico Etnografico Eliseo, che conserva diversi reperti archeologici e oggetti d’arte.

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